AA.VV, Eredità e memoria del Risorgimento nella Tuscia dopo l’Unità, Annulli Editore, Grotte di Castro, 2024, pp. 180

Questo volume, curato da Antonio Quattranni, è il terzo dei quaderni pubblicati dal Comitato provinciale di Viterbo dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Contiene otto saggi su argomenti molto eterogenei, legati solo dalla comunanza geografica e temporale dei fatti trattati e possono, partendo da una realtà locale, aiutare a comprendere quello che accadeva in tutta Italia nel periodo immediatamente successivo all’Unità, con tutte le difficoltà e le contraddizioni di quella fase storica.

Di particolare interesse il saggio Un garibaldino del XX secolo: Oreste Donati che per la Libertà avrebbe dato la vita. Fabrizio Mancini riporta la vita di Oreste Donati, un socialista nato nel 1881 a Valentano da una famiglia impegnata nelle cause risorgimentali (ad esempio il padre fu volontario nell’esercito meridionale nel 1860) che, emigrato a Roma, lavorò per numerosi giornali progressisti, partendo dall’Avanti fino a fondare il giornale “La Pace”, in cui spesso prendeva a riferimento Giuseppe Garibaldi e le sue idee patriottiche e pacifiste. Costretto ad emigrare in Francia, abbandonò le sue posizioni antimilitariste per arruolarsi nel 1914 nella Legione Garibaldina. Non ci sono testimonianze certe, ma probabilmente prestò servizio come infermiere, senza venire del tutto meno alle sue idee pacifiste. Dopo l’ascesa del fascismo, strinse rapporti con molti politici italiani in esilio nel paese transalpino, da Nenni a Sturzo, e collaborò anche con la resistenza francese durante l’invasione nazista, ricevendo diverse onorificenze per il suo impegno.

In Odoardo Golfarelli, garibaldino e maestro, Giancarlo Breccola ripercorre la biografia del Golfarelli, volontario in Trentino sotto il comando del Generale Garibaldi durante la Terza Guerra d’Indipendenza. Nato a Forlì da una famiglia di patrioti, terminata l’esperienza sotto le armi studiò per diventare maestro elementare e, nel 1872, venne chiamato all’insegnamento dal Comune di Montefiascone, dove rimase in servizio fino al 1916. Questi 44 anni dimostrano il grande apprezzamento della comunità per la sua figura e la sua dignità, così come la decisione presa nel 1935 di dedicargli il nuovo plesso scolastico del comune, che ancora oggi porta il suo nome.

I rimanenti saggi trattano altri elementi della storia della Viterbo post-unitaria. In particolare, Osvaldo Biribicchi affronta in La memoria del Risorgimento nella toponomastica di Viterbo una analisi storica di alcune tra le più importanti vie cittadine dedicate a personaggi o fatti del Risorgimento, ripercorrendo l’evoluzione della loro intitolazione nel corso degli anni e sottolineandone l’importanza per la memoria e la celebrazione di questo periodo.

La storia del Comune di Latera, invece, viene presa come spunto da Giocondo Cherubini in Conflittualità tra Stato unitario e società locale: l’occupazione italiana di Roma per evidenziare le difficoltà nel passaggio dall’amministrazione dello Stato Pontifico a quella del neonato stato italiano, in un contesto rurale e periferico teatro comunque sia di scontri tra truppe garibaldine e pontificie nel 1860 e nel 1867 che del fenomeno del brigantaggio.

Il saggio successivo, 1870–1876: le origini dei pompieri di Viterbo tra servizio pubblico e polemica politica di Massimiliano Marzetti, offre un valido spaccato della situazione politica viterbese dopo l’Unità, raccontando nel dettaglio gli scontri che si sono sviluppati attorno la decisione presa dal sindaco dell’epoca, di orientamento progressista, riguardante l’istituzione di un corpo municipale di pompieri, avversato duramente dai nostalgici del regime papalino.

Due ulteriori racconti biografici sono riportati da Giorgio Fanti in Due patrioti viterbesi al confino: Ermenigildo Tondi e Francesco Grugnardi. Entrambi protagonisti del Risorgimento locale e di idee mazziniane, furono perseguitati sia sotto il governo papale che sotto quello sabaudo. Con la loro storia offrono l’opportunità di trattare nel dettaglio sia i provvedimenti repressivi nati successivamente all’Unità che le condizioni in cui vivevano le persone appartenenti ai movimenti più progressisti, considerati pericolosi da tutti i diversi governi.

In Aspetti dell’istruzione femminile dopo l’Unità Catia Bonifazi ripercorre la storia delle istituzioni scolastiche del viterbese nei primi decenni dopo l’Unità, in cui le prime riforme scolastiche introducevano ed estendevano l’obbligo scolastico in un paese per la maggior parte analfabeta e senza un corpo docente.

Infine, in Mazzini al Quirinale, Rocco Panunzi scrive una breve apologia della figura di Giuseppe Mazzini, concentrandosi principalmente nei mesi in cui fu triumviro della Repubblica Romana.

Luca Schiappadini